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Cabernet Atina Doc

 

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 Vigneti in Valle di Comino

 

ATINA DOC

Se ne producono i tipi descritti di seguito: Rosso: ottenuto dai vitigni Cabernet sauvignon per almeno il 50 %, Syrah, Merlot e Cabernet Franc, ciascuno per almeno il 10%; possono concorrere, per non oltre il 20%, altri vitigni a bacca nera, non aromatici, raccomandati e autorizzati. Cabernet: ottenuto dai vitigni Cabernet sauvignon e Cabernet franc per almeno l’85%, con il concorso per non oltre il 15% di altri vitigni a bacca nera raccomandati  e autorizzati. Per entrambi i vini è prevista la versione “riserva” che deve invecchiare due anni, di cui almeno 6 mesi in botti di legno. Le relative partite di uva devono essere indicate e destinate preventivamente all’ uso. All’ immissione al consumo i vini hanno colore rosso più o meno intenso, tendente al granato con l’invecchiamento, odore fruttato caratteristico, sapore armonico, pieno, asciutto, a volte erbaceo; gradazione minima 12% per le tipologie riserva 12.5%. Si abbinano a primi piatti piuttosto strutturati, piatti piuttosto strutturati, piati corposi  a base di carni sia bianche che rosse e anche selvaggina da pelo; va servito a 18 – 20 ° Cin calici bordolesi, entro due anni dalla vendemmia. I vigneti utilizzati sono su terreni idonei a quote dai 75 ai 600 metri; sono esclusi i terreni umidi, non sufficientemente soleggiati, in zone alluvionali e a quote oltre i 600 metri. L’allevamento, a spalliera e controspalliera, esclude ogni pratica di forzatura e prevede irrigazioni di soccorso. La resa massima dell’uva in vino è del 70%. Le etichette devono riportare l’annata di produzione delle uve. Si tratta di un vino con origini piuttosto recenti. La sua nascita, avvenuta intorno alla metà dell’ Ottocento, è infatti legata all’impianto, da parte di un agronomo, di viti di Cabernet e di Merlot nel territorio del comune di Atina, al centro della valle di Comino.
AREA DI PRODUZIONE: Alvito, Atina, Belmonte Castello, Casalattico, Casalvieri, Gallinaro, Picinisco, S.Donato Val di Comino, S. Elia Fiumerapido, Settefrati, Vicalvi, Villa Latina

I primi produttori di vino nel Lazio furono gli Etruschi, che impiantarono la vite su terreni scoscesi e rocciosi. I Romani preferivano per la coltivazione zone più pianeggianti e solatie, e producevano principalmente vini bianchi molto caratterizzati, dal sapore e colore pieno e deciso, cui erano dedicate le feste “Vinalia”. La fama dei Castelli come area vinicola è sempre stata ampia; un’altra zona del Lazio con tradizione preromana di produzione del vino è la Ciociaria. Su terreni argillosi sono allevati vitigni di antichissime origini cui furono affiancati a partire da metà ‘700 vitigni nuovi, tra cui quelli importati dalla Francia come Cabernet e Merlot.  Sia alcuni produttori che alcune cantine ed aziende sono storici, legate a famiglie aristocratiche della provincia di Frosinone. 
 
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